Luttazzi intervistato dal Times per parlare di censura viene a sua volta censurato

torna, a ragion veduta, a far parlare di sè. Chiamato al telefono da Lucy Bannerman, per un’intervista, il comico chiede all’intervistatrice se è possibile farla tramite domande e risposte scritte, onde evitare fraintendimenti. Peccato che di quello scritto rimanga ben poco e spesso strumentalizzato o enfatizzato. Ma ben pochi lo sanno, dato che nei media italiani è circolata solo la versione edita dal . Penso invece sia giusto che tutti le vedano entrambe. Ecco quindi la versione originale dell’intervista seguita da quella rivista di Lucy Bannerman…

Intervista originale

Please explain how you were sued by and why?
Nel marzo 2001 conducevo con successo (7 milioni e mezzo di spettatori) un mio
talk-show satirico notturno su Rai2 intitolato “Satyricon”. In una
puntata intervistai un giornalista allora sconosciuto, Marco Travaglio,
che aveva pubblicato da un mese un libro di cui nessuno parlava. Il libro
s’intitolava “L’odore dei soldi “ e riguardava le origini misteriose
dell’impero economico di . Parlammo dei fatti emersi nel
processo a Marcello Dell’Utri, braccio destro di , fondatore di
Forza Italia (il partito di ) ed ex-capo di Publitalia (la
concessionaria di pubblicità di ).
fece causa per diffamazione a me, a Travaglio, alla e al
direttore di Rai2 Carlo Freccero che con coraggio aveva mandato in onda
l’intervista. Da me voleva 20 miliardi di lire. Quattro anni dopo
quell’intervista, Marcello Dell’Utri è stato condannato in primo grado a nove
anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. (Dell’Utri non è
in carcere, però: è diventato senatore del partito di .) Nel 2005 ho
vinto la causa e è stato condannato a pagare 100mila euro di spese
legali.
Insieme con , mi fecero causa anche (5 miliardi di lire),
Fininvest (5 miliardi di lire) e Forza Italia (11 miliardi di lire). Ho vinto
tutti i processi. Quell’intervista non diffamava nessuno. Informava in modo
corretto.
What kind of effect did the lawsuits have on your career?
Nel giugno 2001, vinse le elezioni politiche diventando capo del
governo. Nel 2002, in visita di Stato in Bulgaria, pronunciò il
famigerato “editto bulgaro”: disse alla stampa che io e altri due
giornalisti (Enzo Biagi, il Walter Cronkite italiano; e Michele Santoro) avevamo
fatto un “uso criminoso” della tv di Stato e lui si augurava che questo non si
ripetesse. Io, Biagi e Santoro venimmo cancellati dai palinsesti: i dirigenti
(nominati dalla maggioranza politica berlusconiana) decisero “autonomamente”
di non riconfermare i nostri programmi tv. Giustificarono la cosa come “scelta
editoriale”. Da allora io non sono più potuto tornare a fare programmi tv in
. Vent’anni di attività artistica azzerati. L’editto bulgaro, che per me è
ancora in corso in , impedisce due libertà: la mia di esprimermi e quella del
pubblico di ascoltarmi. Questa è ed è inaccettabile. Immagina Gordon
Brown che fa causa al comico Paul Merton perchè non lo gradisce! Inoltre i
lunghi processi ti vessano economicamente e psicologicamente. Infine, continuo a
recitare i miei monologhi satirici in teatro, ma siccome non sono più in tv ed
essendo un mio avversario, sono sempre meno i teatri che decidono di
mettermi in cartellone, nonostante io faccia sempre il tutto esaurito. Il
problema è politico. E’ maccartismo.
To what extent did your example discourage other
satirists/journalists/commentators from criticising ?

Al punto che non esiste più un programma di satira nella tv italiana. In , ma
anche a , a La7 e su Sky vanno in onda programmi comici dove al massimo
si prende in giro per cose superflue (il suo lifting, la sua altezza)
ma non per quelle gravi (la depenalizzazione del falso in bilancio, il conflitto
di interessi enorme, la legge Alfano grazie alla quale non può essere
processato). Tre anni fa, Sky Italia chiese di incontrarmi. Proposi un Tg
satirico. Mi chiesero come avrei reagito se avessero tagliato al montaggio
qualche battuta. Gli risposi che il contratto glielo avrebbe impedito. Sono
spariti. Quanto a La7, il mio nuovo programma tv “Decameron”
(2007) è stato interrotto alla quinta puntata, dopo che avevo registrato il
monologo della sesta puntata, una satira sull’enciclica di Ratzinger.
La satira, dai tempi di Aristofane, dà fastidio perché esprime un giudizio
sui fatti, addossando responsabilità. I miei monologhi colpiscono ma
anche la religione organizzata e l’opposizione inesistente del PD,
inclusi gli scandali in cui sono coinvolti dirigenti di sinistra (il caso
Unipol
). Ecco perché anche l’opposizione qua si disinteressa alla libertà
della satira in tv, che è libertà della democrazia. Neppure Rai3, i cui
dirigenti sono di sinistra, mi ha mai chiesto di tornare in tv, in questi anni.
Il potere, in Italia, è suddiviso fra clan di destra e di sinistra.
Scandali recenti hanno mostrato come questi clan si mettono spesso d’accordo
sulla gestione della cosa pubblica, a livello locale e a livello nazionale. Lo
stesso tipo di accordo precede le nomine dei dirigenti . Il risultato è
che la democrazia sostanziale è corrotta.

Michele Santoro, giornalista di sinistra, è tornato in grazie a un
giudice che lo ha reintegrato nel suo posto di lavoro (Santoro era dipendente
quando venne cancellato, io no), ma nel suo programma deve sempre ospitare
qualche esponente di destra. Si dà per scontato cioè che Santoro debba
essere controllato e contraddetto nella sua attività giornalistica perché
sgradito a . Non è umiliante? Per contro, un giornalista
berlusconiano, Clemente J. Mimun, quando diventò direttore del Tg1 si
segnalò per gravi frodi giornalistiche, tutte favorevoli a : fra
l’altro, tolse il sonoro a che dava del kapò all’europarlamentare
Shultz, non diede la notizia di che aveva definito l’assassinio di
D’Antona “un regolamento di conti a sinistra”, e nel 2004 aggiunse al montaggio
un pubblico di delegati ONU plaudente a che in realtà parlava all’ONU
in una sala semivuota. Il pubblico di delegati applaudiva Kofi Annan. Era un
altro filmato! Un falso clamoroso! Questo nel Tg principale della tv italiana.
Mimun veniva da e lì è tornato. La attuale è piena di dirigenti
che vengono da , vere quinte colonne.
Un anno fa, le intercettazioni
telefoniche hanno mostrato come questi dirigenti si fossero accordati con quelli
di per una programmazione che favorisse in occasione dei
funerali di Woytila e delle concomitanti elezioni. Il governo nel
frattempo ha proposto una legge che proibisce la pubblicazione delle
intercettazioni telefoniche! Se questa legge fosse stata fatta dieci anni fa,
nessuno conoscerebbe gli scandali politici, economici e sportivi più gravi della
storia italiana recente.
What parallels do you see between press control in the 1920s/1940s and
control of the media in the era?

Nel ventennio fascista l’unica agenzia di stampa era quella del regime, l’Agenzia
Stefani
. I giornali si attenevano a quello che scriveva l’Agenzia Stefani. I
giornali liberi venivano chiusi e gli oppositori al regime perdevano il posto di
lavoro, venivano mandati al confino, venivano uccisi. Oggi non uccidono gli
oppositori, ma ti mandano al “confino mediatico”: ti tolgono gli spazi di
espressione che avevi e che ti eri conquistato col tuo lavoro. Questa è la
minaccia sempre presente.
L’altra minaccia è legata all’enorme conflitto di interessi di
. Ha aziende tv e imprese di assicurazione e di distribuzione
pubblicitaria e cinematografica. Questo inquina la libertà del mercato.
Un’inchiesta recente ha dimostrato che, da quando è al governo , molte
aziende hanno tolto pubblicità dalle reti per spostarle su quelle
di . inoltre controlla la politica economica e i servizi
segreti. La sua influenza si estende su OGNI settore della vita italiana.
E’ un potere di ricatto enorme. Uno dei pochi giornali di opposizione vera,
il manifesto
, sempre documentatissimo e corretto, stenta a sopravvivere
perché le aziende italiane non comprano spazi pubblicitari. Ecco un altro tipo
di strozzatura. Non stupisce allora che i passi della quasi totalità della
stampa e della tv italiana siano felpati.
Il caso recente di Veronica Lario
e Noemi ha dimostrato una volta per tutte l’esistenza di una sorta di Agenzia
Stefani contemporanea
, prontissima a ubbidire alle esigenze del Capo e a
massacrare la vittima di turno (sua moglie, in questo caso). Fra giornalisti e
testate, la lista dell’inquinamento berlusconiano è lunga.
Let’s focus on the case of Noemi Letizia. How has used his
ownership and influence of the national press to protect himself from any
political damage?

In 24 ore la risposta berlusconiana è stata massiccia e su tutti i fronti
possibili. E’ andato a Rai1 nel programma notturno “Porta a porta” di Bruno
Vespa
, dove ha raccontato la sua versione senza il minimo contraddittorio,
accusando la moglie, e approfittando dell’occasione per fare un spot
pubblicitario sulle iniziative del governo in materia di aiuto ai terremotati
dell’Aquila. Nessun giornalista presente (neppure il direttore del
Corriere della Sera
!)
ha ricordato che dei 12 miliardi di aiuti promessi
da , il governo ne ha stanziati in realtà solo 4. E nell’arco di 24
ANNI! Una beffa crudele di cui nessuno ha chiesto spiegazioni a
presente. Ci fossi stato io fra gli ospiti, questa sarebbe stata la domanda,
decreto legge del 28 aprile alla mano. Il danno politico sarebbe stato enorme
ed è stato evitato
.
In questi 15 anni berlusconiani, pochi in Italia (giornalisti, autori
satirici) gli hanno chiesto conto delle centinaia di promesse false e mai
mantenute. Chi lo farebbe non ha accesso. Chi decide sull’accesso? Dirigenti tv
di nomina politica. Di chi è la maggioranza politica che fa il bello e il
cattivo tempo praticamente indisturbata? Di , un imprenditore che, in
base a una legge del 1957, non poteva neppure candidarsi alle elezioni, in
quanto titolare di concessioni pubbliche. La legge prevedeva e cercava di
impedire il conflitto di interessi. Che adesso c’è ed è enorme.
Il danno
venne fatto allora, permettendo a di candidarsi. Tutto il resto,
Burlesquoni
compreso, è solo una conseguenza di quella illegalità iniziale.
Perché gli venne permesso di farlo? Non lo so, ma ne vedo gli effetti: un Paese
in cui vige un “fascismo lite” che non mi piace per niente, con al governo
partiti xenofobi e razzisti.
Un’altra mossa, non meno importante, è stata quella del portavoce di
, il senatore Paolo Bonaiuti, che ha subito convocato per una
riunione i direttori dei periodici cattolici che avevano criticato .
Il voto cattolico è importante per e ai cattolici importano le leggi
berlusconiane in difesa della scuola privata cattolica e dei privilegi economici
tipo l’esenzione della tassa ICI per gli immobili del clero cattolico in cui si
svolgano attività commerciali o la truffa vera e propria dell’8 per mille. Il
giorno dopo, grande risalto al fatto che, grazie al divorzio da Veronica
Lario
, potrà essere riammesso al sacramento della comunione
durante la messa!
When news first broke of his divorce and Lario’s allegations regarding
"minorenni", international observers speculated that the story might destroy il
Cavaliere. But In fact, he remains as popular as ever. Why?

Perché il suo contro-racconto è stato rapidissimo e pervasivo, mentre sua moglie
(la vittima) è stata zittita e insultata come una poco di buono e come cornuta (“Libero”,
editoriale del direttore Feltri). La propaganda dell’Agenzia Stefani
funziona e ne è un maestro. Sua moglie lo conosce da trent’anni e lo
ha definito un uomo malato. Ecco un’altra domanda che avrei fatto a ,
se fossi stato ospite di “Porta a porta”: di che malattia sta parlando sua
moglie, presidente?
What are the implications of the regime on the long-term future
of italian democracy?

Il danno è già stato fatto. Siamo un Paese non pienamente libero. Gli italiani
hanno disimparato che come cittadini hanno dei diritti e dei doveri. E
occorreranno decenni perché gli italiani imparino di nuovo a rispettare le
leggi, come era naturale invece negli anni passati anche grazie all’esempio dei
grandi politici di allora: De Gasperi, Einaudi, La Malfa, La Pira, Dossetti,
Berlinguer, Pertini, Scalfaro.

You won your case in court. What kind of reaction did you get?
I giornali ne hanno parlato senza troppo risalto nelle pagine interne (eppure
era una notizia bomba: immagina Paul Merton che vince la causa contro Gordon
Brown!), mentre la notizia della querela di contro di me era stata
data in prima pagina.
Do you hope to return to tv?
Ovviamente. La tv non è un hobby: è il mio lavoro e c’è un pubblico numeroso che
stravede per me (e io per loro). Il maccartismo è immorale e illegale.
Under which circumstance, do you believe satire can return to italian
popular culture?

La satira italiana non se n’è mai andata. E’ solo sparita a forza dalla tv. Ma i
censori dimenticano una cosa: il tempo è dalla nostra parte (Mick Jagger).

Ecco cos’è diventata sul quell’intervista:

The
May 16, 2009
L’attore accusa Silvio di censurare i mezzi di informazione
di Lucy Bannerman
traduzione di Emilio Mazzon

rivendica più forte che mai il suo ruolo di paladino contro la “ invisibile” voluta da Silvio . Nel suo ruolo di presentatore televisivo e attore comico osò criticare il Primo Ministro Italiano nel suo spettacolo notturno otto anni fa, per cui fu citato in giudizio e oscurato mediaticamente.
Nella sua prima intervista ad un giornale Britannico, Luttazzi ha accusato il miliardario 72enne di aver orchestrato una campagna di tacitazione in grado di evitare che giornalisti e attori satirici portino anche il minimo cenno di dissenso in televisione. “Io lo chiamo fascismo Lite,” ha detto al Luttazzi, 48.
L’attore è stato citato in giudizio per €20 milioni – una causa da e tre altre da sue società- dopo essere stato accusato di diffamazione durante un’intervista televisiva nel 2001. Dopo aver atteso per quattro anni che la causa seguisse il suo percorso nei tribunali, Luttazzi ha vinto e a sono stati addebitati i costi del processo.
Come egli dice, praticamente è disoccupato in un paese in cui la maggior parte dei mezzi di informazione è posseduta dal potente soggetto preso di mira dal suo sarcasmo. “Ho vinto” ha detto Mr Luttazzi. “Ma il danno era stato fatto.”
In un paese in cui vi sono molti talkshow a sfondo politico in prima serata televisiva, Mr Luttazzi era sorprendente per il suo stile deliberatamente provocatorio. Egli si è guadagnato una solida reputazione per le sue battute di cattivo gusto e la sua propensione ad infrangere tabù religiosi, sessuali e politici che i suoi rivali più convenzionali non avrebbero osato toccare.
Mr Luttazzi afferma che la continua elusione da parte di delle domande riguardanti la sua relazione con Noemi Letizia sia il culmine di anni di restrizioni striscianti alla libertà di stampa.
ora è come Superman, ma non c’è la kryptonite,” ha affermato. “Il danno è stato fatto e la democrazia è stata corrotta. Non viviamo più in un paese libero.” Egli pensa che il terribile periodo seguente la sua fatale intervista del 2001 ad un giornalista di cronaca giudiziaria, Marco Travaglio, sia stato un segno di avvertimento delle cose che poi sarebbero successe con il regime di .
Il presentatore ha invitato Travaglio la suo talk show sul canale di stato RaiDue, durante la campagna elettorale, per discutere del suo nuovo libro, che esaminava la genesi dell’impero dei media berlusconiano. Durante la trasmissione discussero delle presunte connessioni mafiose di Marcello Dell’Utri, il politico siciliano braccio destro di e co-fondatore del suo partito politico, Forza Italia.
Lo show fu cancellato, ma i produttori affermarono che la decisione venne presa in totale autonomia. lo citò in giudizio a titolo personale. Vi furono inoltre altre tre cause intentate: una da €2.5 milioni dalla Fininvest, la holding finanziaria di , una da €2.5 milioni da , il canale televisivo commerciale fondato da e di cui rimane il maggior azionista ed un’altra causa da oltre €5 milioni da parte di Forza Italia.
Tre mesi più tardi trionfò alle elezioni, ricevendo il suo secondo incarico non consecutivo come Primo Ministro. “Si immagini Gordon Brown che cita in giudizio Paul Merton perchè non gli piaceva quello che aveva detto in Have I Got News for You!. Il problema è il sistema politico. Si infrangono due diritti, la mia libertà di espressione personale e la libertà del pubblico che sceglie di seguirmi”.
“Questa è ed è inaccettabile.”
Il presentatore nota che Dell’Utri dopo di allora è stato condannato per evasione fiscale, falso in bilancio e, in primo grado, per collusione con la mafia siciliana.
È stato condannato ad oltre dieci anni di carcere, ma non ha mai messo piede in prigione.
Mr Luttazzi non può celare la sua rabbia. “Per me l’editto Bulgaro è ancora in vigore.” Egli si riferisce alla scellerata frase del Primo Ministro, durante la sua visita in Bulgaria nel 2002. Riferendosi a Luttazzi e ad altri due giornalisti televisivi italiani, Enzo Biagi e Michele Santoro, disse: “L’uso che (essi) hanno fatto della televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti, è criminale. Credo sia dovere della nuova direzione [della televisione di stato, ] evitare che ciò avvenga di nuovo.”
Tutti e tre i loro programmi furono cancellati, sebbene le comunicazioni ufficiali dell’azienda esclusero che ci fosse qualsiasi collegamento con le dichiarazioni di . Ma non furono i soli. Nel 2003 l’attrice Sabina Guzzanti si vide cancellare il suo show satirico, RaiOt, dopo la prima puntata, a causa di una citazione in giudizio per diffamazione da parte di .
All’incirca nello stesso periodo in cui Luttazzi realizzò la sua famosa intervista televisiva, fece causa al giornale The Economist per il suo editoriale datato Aprile 2001, il cui titolo recitava“Perché Silvio è inadatto a condurre l’Italia”. Perse la causa. Lo scorso anno un tribunale di Milano ha rigettato la citazione.
Mr Luttazzi, che ora lavora in teatri marginali, dice: “E’ stato difficile per me.”
Non esiste più alcun programma satirico alla televisione Italiana. Egli equipara i livelli di libertà di stampa in Italia con il periodo fascista. “Oggigiorno non uccidono più gli avversari, ma li costringono all’esilio mediatico.”
Un collaboratore di si è rifiutato di commentare le accuse di . Egli ha dichiarato al : “Basta leggere i giornali, per accorgersi che ognuno è libero di criticare chi vuole.”

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One Response to “Luttazzi intervistato dal Times per parlare di censura viene a sua volta censurato”

  1. 1
    gagliardo giuseppe Says:

    quando torni daniele luttazzi io e molti altri non vediamo l’ ora?

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